lunedì 31 agosto 2026

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Presentazione:

Cinque Storie di Crimine e Psicologia

Genere: Giallo / Thriller / Racconti

🔎 CINQUE MISTERI. UN SOLO FILO CONDUTTORE: L'INGANNO UMANO.

La memoria della carta è una raccolta di storie poliziesche che esplorano le zone d'ombra della psiche umana, dove il crimine non è solo un atto, ma il risultato di traumi storici, ossessioni private e fredde geometrie di potere. Protagonista è il criminologo Sirio, un analista meticoloso, consapevole che la verità è raramente in bianco e nero.

Estratto da:

1934 o il canto della Sirena

Sirio e Mariele, in due sdraio sulla spiaggia, osservavano il crepuscolo che avanzava dal mare. In febbraio, alle sei del pomeriggio, il sole era tramontato dietro le case di Cervia, alle loro spalle. Il lido era deserto, l’ombrellone abbassato, il vento era fresco nella sera imminente.

Mariele, stringendosi addosso il giaccone, si sporse verso di lui per appoggiargli la mano sul braccio.

I suoi occhi erano di un verde unico. A volte si incupivano, disegnandole impercettibili rughe sulla pelle chiara e fresca.

«Devo ringraziarti,» disse, «è stata una settimana intensa, meravigliosa. E debbo chiederti un favore…»

Dalla borsa di tela appoggiata accanto alla sdraio estrasse una piccola confezione in carta da regalo, sigillata sui lembi con l’adesivo di un cuore.

Poteva essere un libro.

«Quando sarà il momento, dovrai darlo a Rodolfo.»

«Quando sarà il momento?»

«Sì. Lo capirai. Succederà una cosa talmente fuori dal comune che… insomma, lo capirai. Adesso toglilo per favore, Rodolfo sta tornando.»

Estratto da:

I bambini devono ridere

Sirio notò che il modo di camminare era cambiato. Marta era scesa dal SUV metallizzato della Mercedes e veniva verso i tavolini del bar, sul marciapiede ingombro di turisti.

Sirio sapeva che al primo contatto il cervello registra automaticamente dei dettagli rilevanti e si concentrò a focalizzarli. L’energia con cui Marta spingeva avanti le gambe, come se camminasse decisa e sicura sopra un asse di equilibrio, cancellò di colpo il ricordo della ragazza dagli occhi brillanti e i modi festosi che era stata al primo anno di università.

Sirio si alzò per andarle incontro. Nello sguardo, appena si sfilò gli occhiali da sole, sorprese la stessa tristezza che le aveva velato la voce la sera precedente, quando l’aveva chiamato al telefono. Marta gli porse la mano e Sirio la trattenne fra le sue, mentre si protendeva per baciarla su entrambe le guance.

«Ciao Marta.»

«Sirio… ciao. Mi osservavi, sono cambiata molto?»

«Sì, in meglio.»

«Anche tu sei cambiato, hai un’aria… efficiente.»

Due lievissime rughe d’espressione a lato della bocca le rattristavano il sorriso.

Sirio le chiese: «È passato un mucchio di tempo… come mi hai trovato?»

«Ho chiesto in facoltà. Così ho anche scoperto che sei diventato un professore… docente in criminologia… E così ce l’hai fatta. D’altro canto chi più di te poteva meritarlo?»

Il loro era stato un amore giovanile, peraltro molto breve. Marta aveva scoperto di non essere tagliata per sondare le menti criminali e aveva cambiato facoltà e città. Si erano persi di vista.

Sirio la guidò sul marciapiede del lungomare fino al tavolino del bar prendendola sottobraccio, l’invitò ad accomodarsi, fece un cenno di richiamo a un cameriere.

Intorno a loro Cervia si crogiolava dell’animazione di una domenica assolata di fine giugno, assaggio delle ferie.

Ordinarono degli analcolici.

«Così,» disse Sirio, «ti sei sposata, hai una figlia e un nuovo marito: mi accennavi al telefono.»

«Troppe cose per una di trentasette anni… vero?»

«Be’, no, sembrerebbe una situazione ideale.»

«Sembrerebbe… avrebbe potuto esserlo… se non ci fosse il sospetto…»

Si bloccò, l’espressione imbarazzata; e Sirio la sollecitò:

«Ti va di raccontarmi dall’inizio?»

Marta abbassò gli occhi, prese a giocherellare con le stanghette degli occhiali sul tavolino. Poi si riscosse con un piccolo fremito.

«Ecco, l’inizio.»

Adesso sembrava distratta da quelli che passavano sul marciapiede e dalla musica che proveniva dai chioschi di bevande sul lido.

«C’è mai un inizio? Si tratta di proporzioni semmai. Da uno stato di felicità si passa all’infelicità, cedendo ogni giorno un po’ di sorrisi a favore di maggiori incertezze e preoccupazioni… e anche dolori. È così lento il processo, che nemmeno te ne accorgi. Ma hai ragione, ti ho cercato per parlarti di me e chiederti aiuto e dunque da un punto qualsiasi devo pur incominciare.»

Abbandonò gli occhiali sul tavolo e disse:

«Martina… sì l’ho chiamata col mio stesso nome, piccola Marta… a undici anni, ancora bambina, non ride più. Io alla sua età ancora ridevo, i bambini devono ridere, non credi anche tu?»

Sirio non rispose e Marta riprese:

«È cambiata all’improvviso quando il mio nuovo marito è venuto a vivere con noi».


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