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Presentazione:
Cinque Storie di Crimine e Psicologia
Genere: Giallo / Thriller / Racconti
🔎 CINQUE MISTERI. UN SOLO FILO CONDUTTORE:
L'INGANNO UMANO.
La memoria della carta è una raccolta di storie poliziesche che
esplorano le zone d'ombra della psiche umana, dove il crimine non è solo un
atto, ma il risultato di traumi storici, ossessioni private e fredde geometrie
di potere. Protagonista è il criminologo Sirio, un analista meticoloso,
consapevole che la verità è raramente in bianco e nero.
Estratto da:
Sirio
e Mariele, in due sdraio sulla spiaggia, osservavano il crepuscolo che avanzava
dal mare. In febbraio, alle sei del pomeriggio, il sole era tramontato dietro
le case di Cervia, alle loro spalle. Il lido era deserto, l’ombrellone
abbassato, il vento era fresco nella sera imminente.
Mariele, stringendosi addosso il giaccone, si sporse
verso di lui per appoggiargli la mano sul braccio.
I suoi occhi erano di un verde unico. A volte si
incupivano, disegnandole impercettibili rughe sulla pelle chiara e fresca.
«Devo ringraziarti,» disse, «è stata una settimana
intensa, meravigliosa. E debbo chiederti un favore…»
Dalla borsa di tela appoggiata accanto alla sdraio
estrasse una piccola confezione in carta da regalo, sigillata sui lembi con
l’adesivo di un cuore.
Poteva essere un libro.
«Quando sarà il momento, dovrai darlo a Rodolfo.»
«Quando sarà il momento?»
«Sì. Lo capirai. Succederà una cosa talmente fuori dal
comune che… insomma, lo capirai. Adesso toglilo per favore, Rodolfo sta
tornando.»
Estratto da:
Sirio
notò che il modo di camminare era cambiato. Marta era scesa dal SUV
metallizzato della Mercedes e veniva verso i tavolini del bar, sul marciapiede
ingombro di turisti.
Sirio sapeva che al primo contatto il
cervello registra automaticamente dei dettagli rilevanti e si concentrò a
focalizzarli. L’energia con cui Marta spingeva avanti le gambe, come se
camminasse decisa e sicura sopra un asse di equilibrio, cancellò di colpo il
ricordo della ragazza dagli occhi brillanti e i modi festosi che era stata al
primo anno di università.
Sirio si alzò per andarle incontro. Nello
sguardo, appena si sfilò gli occhiali da sole, sorprese la stessa tristezza che
le aveva velato la voce la sera precedente, quando l’aveva chiamato al
telefono. Marta gli porse la mano e Sirio la trattenne fra le sue, mentre si
protendeva per baciarla su entrambe le guance.
«Ciao Marta.»
«Sirio… ciao. Mi osservavi, sono cambiata
molto?»
«Sì, in meglio.»
«Anche tu sei cambiato, hai un’aria…
efficiente.»
Due lievissime rughe d’espressione a lato
della bocca le rattristavano il sorriso.
Sirio le chiese: «È passato un mucchio di
tempo… come mi hai trovato?»
«Ho chiesto in facoltà. Così ho anche
scoperto che sei diventato un professore… docente in criminologia… E così ce
l’hai fatta. D’altro canto chi più di te poteva meritarlo?»
Il loro era stato un amore giovanile,
peraltro molto breve. Marta aveva scoperto di non essere tagliata per sondare
le menti criminali e aveva cambiato facoltà e città. Si erano persi di vista.
Sirio la guidò sul marciapiede del
lungomare fino al tavolino del bar prendendola sottobraccio, l’invitò ad
accomodarsi, fece un cenno di richiamo a un cameriere.
Intorno a loro Cervia si crogiolava
dell’animazione di una domenica assolata di fine giugno, assaggio delle ferie.
Ordinarono degli analcolici.
«Così,» disse Sirio, «ti sei sposata, hai
una figlia e un nuovo marito: mi accennavi al telefono.»
«Troppe cose per una di trentasette anni…
vero?»
«Be’, no, sembrerebbe una situazione
ideale.»
«Sembrerebbe… avrebbe potuto esserlo… se
non ci fosse il sospetto…»
Si bloccò, l’espressione imbarazzata; e
Sirio la sollecitò:
«Ti va di raccontarmi dall’inizio?»
Marta abbassò gli occhi, prese a
giocherellare con le stanghette degli occhiali sul tavolino. Poi si riscosse
con un piccolo fremito.
«Ecco, l’inizio.»
Adesso sembrava distratta da quelli che
passavano sul marciapiede e dalla musica che proveniva dai chioschi di bevande
sul lido.
«C’è mai un inizio? Si tratta di
proporzioni semmai. Da uno stato di felicità si passa all’infelicità, cedendo
ogni giorno un po’ di sorrisi a favore di maggiori incertezze e preoccupazioni…
e anche dolori. È così lento il processo, che nemmeno te ne accorgi. Ma hai
ragione, ti ho cercato per parlarti di me e chiederti aiuto e dunque da un
punto qualsiasi devo pur incominciare.»
Abbandonò gli occhiali sul tavolo e disse:
«Martina… sì l’ho chiamata col mio stesso
nome, piccola Marta… a undici anni, ancora bambina, non ride più. Io alla sua
età ancora ridevo, i bambini devono ridere, non credi anche tu?»
Sirio non rispose e Marta riprese:
«È cambiata all’improvviso quando il mio
nuovo marito è venuto a vivere con noi».
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