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venerdì 2 aprile 2021

Catenaccio - Racconto (Anteprima)

 



Questo racconto fa parte della raccolta PICCOLI CRIMINI INNOCENTI che puoi raggiungere subito facendo CLIC al link qui sotto:

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Anteprima:

Il catenaccio

 

Sirio venne catapultato seduto da un colpo particolarmente violento del cuore, dopo… quanto? Un’ora?

Un’ora e ventidue minuti da che si era messo a letto, gli rivelarono i LED della sveglia sul comò, che in quell’istante passarono a segnare le 2:42 – 01 Apr.

Sirio premette il pulsante di microfono alzato sullo smartphone più in fretta che poté pur di farlo zittire.

«Professore, che succede?»

«Sirio, che soprassalto!»

Già, lui…!

«Sirio sapessi che spavento…»

Una rapina? Una vendetta? Un malore? Pensava Sirio.

Riversò le coperte, pronto a precipitarsi.

Il professore, nella sua carriera di consulente della giustizia, qualche innocente lo aveva scagionato, ma, per contro, diversi balordi li aveva fatti incriminare.

E minacce ne riceveva…!

Inoltre, passati i sessanta… sovrappeso… chi sa, il cuore? Ma anche: mangiava troppo, e beveva di più… Il fegato…? Trepidava Sirio.

«Alla tredicesima…!»

La tredicesima?

Ecco che tutto si spiegava: il professore era impazzito!

«Calma, professore, respiri, mantenga la calma arrivo subito…»

Sirio era in piedi, in mutande e canotta, teso come un corridore dei cento a ostacoli sulla linea di partenza.

«Se tu, alla tredicesima mossa, avessi spostato l’alfiere di casa bianca in c4, mi avresti battuto con un matto imparabile in sette mosse.»

Sirio si ritrovò seduto a bordo del letto a fissare nello specchio, alla luce mesta del lume sul comodino, un’espressione di se stesso che gli era sconosciuta.

«È per questo che mi ha svegliato?»

«Dormivi?»

«Che ore sono, professore?»

«Le due e cinquanta…»

Il sonno era ormai perduto, pensava Sirio – dopo quel rimbombo del cuore! – tanto valeva rimanersene sveglio. E poi, perché no? Perché privarsi di una piccola vendetta nei confronti di chi ne era la causa?

«Sa professore, questa cosa dell’alfiere in c4 mi ricorda una storia che mi ha raccontato tempo addietro una mia amica…»

«Amica?»

Il professore aveva abboccato.

«Sì. Peraltro molto bella, la quale aveva un amante… già, proprio così! Lei si chiamava Annarita e l’amante…»



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Racconto

Piccole considerazioni di retorica spicciola.

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