Dietro le quinte della scrittura
Nel 1990, in occasione dei mondiali
di calcio, venne annunciato l’ingresso ufficiale dei telefoni cellulari nella
vita degli italiani, infatti venne diffusa la notizia che erano stati offerti
in omaggio ai cronisti accreditati all’evento sportivo. Ben presto l’uso si
diffuse in un crescendo esponenziale fra la popolazione, passando da bene d’élite
a strumento alla portata di tutti.
In quel periodo, preso da altri
impegni lavorativi, non esercitavo l’attività di autore in maniera continuativa,
ma la passione mi induceva ad approfittare dei fine settimana e dei periodi di
ferie per mettere su carta opere brevi.
La rivoluzione culturale indotta
dal telefono portatile mise in moto la mia fantasia. Tutto, da quel momento in
poi, sarebbe avvenuto “in tempo reale”, chiunque, in qualsiasi momento, avrebbe
potuto apprendere informazioni per eventi che accadevano in qualsiasi parte del
mondo; cosa che è realmente accaduta, basti pensare all’attentato alle torri gemelle,
seguito praticamente “in diretta”.
Il “tema”, l’impulso motore per il racconto
“Una collina sospesa” era dunque, ancor prima di scriverlo, questa possibilità
fino ad allora impossibile, di “assistere” anche alla morte – Dio ne scampi –
di una persona a cui si è affezionati.
Questa l’idea, a lungo gestita, in
maniera più o meno conscia. La “trama”, invece, fu un fiume improvviso
materializzatosi della mia testa con l’impeto di una cascata.
Percorrevo in automobile la
litoranea che costeggia il parco naturale di “Porto Selvaggio” (è nel
territorio di Nardò, chi non lo conoscesse deve rimediare al più presto), il
panorama è piatto ma la strada, in quel punto, affronta una lieve salita. Avvicinandomi,
nel riverbero di agosto, quella semplice visione trasformò la mia “idea” latente
nel racconto completo: non dovetti far altro che “copiarlo” sul personal.
Come questo sia possibile non so
spiegare, ma so di altri autori cui è capitato di “vedere” il capitolo,
paragrafo o un intero racconto, parola dopo parola e completo di virgole in un
solo momento.
Colleghi scrittori, avete mai avuto
simili esperienze?
Amici lettori, davvero, come dice Calvino,
la fantasia è un luogo dove ci piove dentro?
Aspetto le vostre opinioni nei commenti.
Nota: La cover che vedete è dell'edizione Youcanprint, non più disponibile.

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